SIKURT - SICUREZZA ABITATIVA ANTICRIMINE
di Romano Ezio Maria: Esperto in Sicurezza Abitativa Anticrimine.INFERRIATE TORINOGRATE TORINOPERSIANE BLINDATE TORINOINFERRIATE MILANOGRATE MILANOPERSIANE BLINDATE MILANO
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07/08/2011- I cani più indicati alla guardia del territorio


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I cani più indicati alla guardia del territorio ed alla PROTEZIONE FAMILIARE.

 

Dopo numerosi anni di attività svolta nel settore della sicurezza abitativa anticrimine, non credo più che per ottenere un buon cane da PROTEZIONE FAMILIARE sia sufficiente scegliere un soggetto appartenete ad una razza prescritta, bensì occorra analizzare innanzitutto il tipo di selezione fatta sui riproduttori.

In antichità, quasi tutti i cani facevano la guardia e si dimostravano diffidenti nei confronti di chi non conoscevano, in quanto dote naturale, ma oggi, impostando un allevamento mirato a produrre futuri campioni di bellezza o di specifico altro lavoro, questo avviene sempre più con difficoltà, indipendentemente dalla razza a cui appartengono.

Ovviamente non si può ignorare che esistano tipologie di cani più predisposti al compito di  guardiani ed altre meno.

In base alla mia esperienza, credo comunque che i migliori debbano essere ricercati fra i cani da pastore, vista la loro capacità nel possedere, ben miscelate, tutte le doti essenziali già narrate nell’articolo del numero precedente: diffidenza, coraggio, aggressività, affidabilità e, non per ultima, la rusticità.

A tale proposito,  é doverosa la precisazione che esistono due tipologie di cane da pastore con indole molto diverse fra loro: il cane da pastore per la custodia degli animali ed il cane da pastore per la loro conduzione.

Pur sembrando simili, ebbero un’origine storica e geografica molto differente oltre all’impiego che ne fece l’uomo nel lavoro con gli animali.

Il cane da pastore per la custodia delle greggi, nacque laggiù dove ci furono i primi tentativi di allevare pecore e capre come unico mezzo di sostentamento. E’ l’esempio del cane da pastore dell’Asia centrale, che ebbe il destino di nascere, svariati millenni addietro, in un territorio proibitivo come il Turkmenistan, costituito per oltre i 4/5 dal deserto del Karakum: interminabili distese di terra con poco foraggio per gli animali e l’inevitabile necessità di una pastorizia nomade, fatta da lenti ma continui spostamenti finalizzati a trovare sempre nuovi pascoli. Un sistema di allevamento che non prevedeva la possibilità di costruire ricoveri per il bestiame idonei alla  protezione dalle continue razzie degli agguerriti predatori. Questo indusse l’antico pastore a munirsi di molti cani che lo potessero aiutare contro i quotidiani attacchi di lupi, iene, sciacalli e leopardi. Si pensa che proprio da questa razza trassero poi origine quasi tutte le altre, in ogni parte del mondo.

Il cane da pastore per la conduzione di animali, ebbe origine storica in zone molto differenti dal primo, ovvero dove gli abbondanti pascoli, solitamente adiacenti alla dimora stabile del padrone, permettevano di poter ricoverare le greggi al sicuro durante la notte, liberandole solo di giorno per il pasto quotidiano. Inoltre, venne utilizzato anche nella conduzione di bovini, equini, ed altri animali da pascolo, sia per raggiungere il foraggio che per gli spostamenti finalizzati al loro commercio.

Nel primo caso, era il pastore che si spostava man mano che le pecore si allontanavano per trovare nuovo cibo, quindi non è mai esistita una reale necessità di gestione del gregge quanto di indispensabile protezione contro i predatori, pronti a catturarle.

Nel secondo ha sempre prevalso la necessità inversa, ovvero quella di tenere radunati i capi per effettuare gli spostamenti, in base alle necessità logistiche dell’uomo. Posso ricordare alcuni dei miei amici pastori abruzzesi che con i loro numerosi “cani bianchi” destinati alla difesa del gregge dagli attacchi dei lupi, oggi sempre più frequenti, allevano alcuni soggetti di taglia più piccola e di aspetto lupoide che chiamano i cani “toccatori”, destinati a lavorare a comando per l’orientamento delle pecore al pascolo.

Ne scaturirono negli anni due tipologie di cane da pastore, molto diverse fra di loro.

Una creata per lavorare in modo autonomo, senza particolari comandi, idonea innanzitutto alla protezione notturna delle greggi. L’altra, che lavorò per secoli, a stretto contatto dell’uomo specialmente di giorno, imparando ad ubbidire in modo molto preciso ed immediato.

La prima tipologia fu selezionata negli anni per “funzionare” come allarme, ovvero avvistare il pericolo, comunicarlo agli altri e cercare di fermarlo. L’altra capace di aiutare il suo padrone in qualsiasi funzione quotidiana, ascoltando e mettendo in pratica ogni comando senza opporsi minimamente.

Due tipologie di cani incredibilmente utili all’uomo ma con radici di impiego molto differenti: una per lavorare quando il padrone era assente, l’altra solo quando era presente.

Credo sia inutile la precisazione che proprio nel cane da pastore impiegato per la custodia delle greggi, può essere oggi individuato il soggetto più predisposto a diventare un buon guardiano delle nostre proprietà.

Al pastore servì fin dalle sue origini un cane molto diffidente, tanto da voler ispezionare il terreno circostante ad ogni minimo sospetto, dotato di udito e fiuto sopraffini, molto coraggioso, capace di affrontare il lupo ed altri avversari, comunque consapevole che ne avrebbe avuto spesso la peggio, aggressivo, in quanto doveva opporsi a questa caratteristica molto spiccata del suo parente selvatico ma affidabile ed innocuo con le creature più deboli, tanto da potergli affidare la custodia degli agnelli, nonostante rappresentassero cibo prelibato anche per lui.

Chissà come fece, ma ci riuscì. I mussulmani in Asia centrale sostengono che fu un dono di Allah, ma, religioni a parte, l’uomo riuscì a creare un vero capolavoro della genetica, ossia un animale che sapesse custodire fino alla stregua quello che era il suo più prezioso patrimonio di allora, in cambio di una piccola razione di cibo e qualche sporadica carezza.

 

E’ vero che l’antico pastore creò un fantastico animale capace di difendere il gregge con tutte le sue forze, ma è anche doveroso precisare che il cane dovette farlo solo ed esclusivamente contro altri animali, mentre l’uomo fu sempre l’amico che lo nutrì, che lo addomesticò e che non si dimostrò mai un antagonista, nemmeno nel periodo degli accoppiamenti.

Nello stesso tempo l’uomo rappresentò, da sempre, il più temibile nemico di tutte le specie animali, capace con la sua intelligenza di costruire trappole ed altri stratagemmi per catturare anche quelli molto più grandi di lui. Scoprì poi il fuoco, infallibile sistema per fermare l’aggressività di qualsiasi belva feroce.

Un conto fu selezionare un animale predisposto a rifiutare tutti gli altri suoi simili, intenzionati ad entrare nel territorio per sottrargli la razione di cibo o compromettergli l’accoppiamento; molto diverso fu ottenere un cane intollerante a chiunque volesse avvicinarsi, uomo compreso. Questo fu il misterioso capolavoro, adatto alla nostra attuale esigenza, avvenuto sicuramente per caso considerato che in passato l’uomo non sentiva questa necessità.

Ancora oggi in Turkmenistan, molti abitanti detestano i cani aggressivi contro l’uomo in quanto selezionano specialmente soggetti da destinare ai tornei di combattimento o allo storico lavoro con le pecore, è assolutamente facile trovare soggetti molto tolleranti allo sconosciuto.

Fin quando nella storia non esistette la piccola proprietà privata, nella quale l’uomo comune iniziò a custodire i suoi averi, non ci fu mai grande interesse per un cane da guardia molto efficiente, anzi quella tipologia rappresentò sempre un vero e proprio problema, a causa del fatto di doverlo lasciare libero di circolare.

Fu sempre tipico del cane da pastore limitarsi ad abbaiare alla vista dell’uomo ma non di aggredirlo, ma è probabile che, sporadicamente, il “pecoraio” tollerasse qualche cane mordace anche sulle persone solo perché particolarmente coraggioso ed utile nella custodia delle pecore, tanto da decidere di non sopprimerlo e permettergli di riprodursi. E’anche ragionevole pensare che tale predisposizione possa aver tratto origine da cani così audaci da fronteggiare un predatore come l’orso, che quando combatte si drizza su due piedi e quindi simile all’uomo.

Sono doverosi molti “forse”, perché nessuno saprà mai con esattezza la verità su come oggi siano giunti a noi cani capaci di fronteggiare, con grande coraggio ed efficacia, individui della stessa specie a cui appartiene il suo amato padrone.

La selezione del nostro cane da guardia moderno, non è quindi legata unicamente al riprodurre le doti genetiche standard di quelli che furono la maggior parte degli antichi cani da pastore, bensì lo sviluppo e la riproduzione di quelle che si dimostrarono qualità eccezionali per alcuni soggetti di quel tempo. Tant’è vero che, anche tra i miei cani da pastore dell’Asia centrale, originariamente infallibili guardiani di greggi, continuano a nascere in ogni cucciolata soggetti che considerano esclusivamente l’animale un potenziale pericolo per la proprietà e non l’uomo, pur derivando da cani selezionati unicamente per questo scopo da svariate generazioni.

E’ caratteristica comune a molti allevatori, decantare le loro linee di sangue come originali e quindi provenienti da ceppi autentici dei paesi in cui furono concepite le prime razze da pastore ma, proprio in questi soggetti, è ancora più facile trovare cani che sappiano fare solo uno encomiabile lavoro di tutela delle pecore ma non della proprietà.

La rusticità dell’autentico cane da pastore è la meravigliosa caratteristica che abbiamo ereditato per i cani da guardia che dovranno custodire i nostri giardini. Il loro mantello, la loro genetica resistenza agli sbalzi di temperatura, la frugalità nel mangiare, l’affidabilità con i bambini, la  predisposizione a riposare di giorno e vigilare di notte, li ha resi nel tempo i nostri migliori coadiuvanti nella sorveglianza delle case ma, senza dubbio, necessitano di una selezione mirata alla diffidenza sull’uomo, piuttosto che sugli animali.

 

Per fare ciò, è indispensabile ricercare, fra tutti i soggetti esistenti in una razza di cani da pastore, solo quelli che sappiano eseguire eccellentemente questa mansione, accoppiarli fra di loro e continuare a selezionare, nel tempo, i cuccioli migliori.

Poiché fare una guardia molto attiva nei confronti  dell’uomo non è caratteristica naturale di nessun cane al mondo, in quanto esso rappresenta il suo amico per eccellenza e nello stesso tempo “l’animale” più temuto; sarà fondamentale l’esperienza dell’allevatore nel saper individuare, fin dai primi mesi con innumerevoli test, i cuccioli più predisposti a questa specifica funzione, senza illudersi, che tutti possano avere le stesse caratteristiche dei genitori.

Per chi ha la competenza e la sensibilità necessaria di occuparsi di questo difficile lavoro, è possibile individuare attraverso i “segreti del mestiere”, fin dai primi 60gg., quello che sarà il futuro buon cane da PROTEZIONE FAMILIARE. Di poca utilità invece, si manifestano alcuni sistemi riportati su alcune pubblicazioni cinofile, in quanto non è sufficiente individuare il più prepotente della cucciolata per considerarlo il miglior custode della proprietà, anzi ultimamente è stato sostenuto il contrario da un inglese che ha vissuto per molto tempo con i lupi. Pare che proprio il soggetto “alfa” sia il meno indicato a sorvegliare il territorio.

La predisposizione di un cane a diventare un buon guardiano, nasce da una perfetta miscela fra diffidenza e coraggio, poiché sono utili cani che abbiano la necessaria diffidenza nel rifiutare qualsiasi approccio con l’estraneo, in aggiunta allo spontaneo coraggio nell’affrontarlo qualora non si allontani ai segnali di minaccia.

E’ invece facile, durante la selezione, individuare soggetti con una di queste caratteristiche molto più accentuata rispetto all’altra, tanto da ottenerne cani senza un perfetto equilibrio, cioè soggetti  diffidenti ma poco coraggiosi che scelgono di non affrontare l’intruso oppure molto audaci ma senza la necessaria diffidenza.

Molti allevatori sono convinti di poter ottenere costanti risultati nella riproduzione adottando la consanguineità fra i riproduttori (accoppiando cioè madre e figlio, fratello e sorella, etc..) sostenendo che simili procedure avvengano anche in natura fra i componenti di un branco.

Io non ho la competenza scientifica sufficiente per poter giudicare queste teorie ma, osservando cos’è avvenuto negli ultimi 30anni con il cane da esposizione, mi sento di dire che per ottenere buoni soggetti  sia indispensabile molta cautela. Infatti la consanguineità ripetuta può sicuramente essere la causa di svariati problemi.

Personalmente non l’ho mai adottata, se non accoppiando cani con remote affinità di parentela. Questa scelta ha sicuramente costituito la principale difficoltà nell’allevare e riprodurre i miei cani da guardia e PROTEZIONE FAMILIARE. La mia continua ricerca, ormai in ogni parte del mondo, di cani da pastore dell’Asia centrale veramente capaci nelle loro funzioni, è la base per favorire accoppiamenti fra elementi di linee di sangue differenti, pur mantenendo costanti le caratteristiche di razza.

Tale lavoro necessita di una continua selezione sui cani nati da diverse cucciolate, dato che ad ogni nuovo accoppiamento possono corrispondere soggetti  non idonei al lavoro specifico di PROTEZIONE FAMILIARE. Se si è venuti in possesso di un buon maschio e di una buona femmina, non è sufficiente accoppiarli per avere cuccioli con le stesse caratteristiche, in quanto potrebbero semplicemente rappresentare un’eccezione in quella linea di sangue e non riprodurre molti cani con le medesime qualità.

Un buon allevatore di cani da PROTEZIONE FAMILIARE, non dovrà mai dimenticare che la storica riproduzione del cane da pastore, per svariati millenni, non fu mai orientata su coloro che facessero la guardia contro l’uomo, ma solo sugli animali predatori e questa caratteristica, ormai ben salda nella genetica, continuerà ad emergere all’infinito su molti cuccioli, idonei unicamente al lavoro per cui furono concepiti in origine.

Quindi se cercate un cucciolo da destinare alla guardia della casa e alla protezione della vostra famiglia , non lasciatevi affascinare troppo dalla storia e dalle leggende raccontate sulla razza, prestate molta attenzione invece sulle caratteristiche  dei suoi genitori (madre compresa: molto importante!) e sulla selezione dei cani che l’allevatore ha fatto per se.

Questo è un buon punto di partenza per non dover affrontare future delusioni.

 

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