Ezio Maria Romano - sikurt@sikurt.it - 349 33 35 668
A differenza di un semplice cane da guardia che può manifestarsi aggressivo alla presenza di un estraneo, solo perché nervoso di carattere, con temperamento autoritario, possessivo del territorio o geloso della sua femmina, il cane da PROTEZIONE FAMILIARE agisce secondo un istinto genetico naturale che lo induce a reagire innanzitutto per proteggere tutti i soggetti più deboli che sta custodendo.
I cani da PROTEZIONE FAMILIARE debbono necessariamente appartenere alla famiglia dei guardiani di greggi, in quanto è proprio in quell’antica selezione, protratta per millenni, che si è consolidato il loro istinto naturale di proteggere quanto gli è stato affidato e di agire autonomamente contro il pericolo senza la necessità di nessun comando del padrone. Diverso è per i cani da “conduzione di greggi” che agiscono solo previo comando del loro proprietario e quindi si manifestano molto meno indicati alla funzione di guardiani.
L’AFFIDABILITA' di un guardiano di greggi nei confronti dei familiari, compresi i bambini, è molto elevata, basti pensare al fatto che la carne ovina pur risultando molto appetibile a qualsiasi cane, il custode di greggi non solo rinuncia a cibarsene ma è addirittura disposto a sacrificare la propria vita pur di salvare un agnello dai predatori. QUESTE CARATTERISTICHE DI ESTREMA AFFIDABILITA' NON SONO PRESENTI IN NESSUN'ALTRA TIPOLOGIA DI CANE.
A questo punto potrebbe nascere spontanea una domanda: “Tutti i cani guardiani di greggi possono diventare NATURALMENTE dei buoni soggetti da PROTEZIONE FAMILIARE?”.
Purtroppo no, in quanto il cane da gregge è particolarmente diffidente ed aggressivo solo nei confronti degli animali che si avvicinano al bestiame, poiché li considera un pericolo reale, mentre risulta generalmente tollerante e poco avverso nei confronti di un qualsiasi essere umano.
Questa selezione storica continua ad essere applicata ancora oggi dai pastori di tutto il mondo, in quanto non è mai stato l’uomo a presentare il maggior pericolo per il bestiame, bensì i predatori o altri cani inselvatichiti che possono sterminare dei capi per cibarsene. Esiste invece l'impellente necessità del pastore di non avere mai con se dei cani che potrebbero manifestarsi aggressivi nei confronti di estranei che si dovessero avvicinare incautamente al bestiame, lasciato pascolare ovviamente in libertà e senza recinzioni di protezione.
Diverso è per il cane da PROTEZIONE FAMILIARE che viene custodito dall’uomo all’interno delle propretà private munite di sicure recinzioni e che stato ottenuto attraverso la selezione, e successiva riproduzione, di soggetti molto più diffidenti e coraggiosi nei confronti dell’essere umano estraneo, pur mantenendo invarieate le stesse caratteristiche di protezione ed affidabilità, tipiche di quelli utilizzati dai pastori.
|